RECENSIONI DI CRITICI D'ARTE:
Quando la materia diventa viva: A Luciana che dà luce alla pittura .......
Ecco il salto di qualità. Luciana Boscaro l'ha
compiuto nel giro di pochi mesi, dando libero
sfogo alla sua fantasia. È nata una pittura tutta di
polso, gestuale e guizzante, impostata sugli
effetti di luce e sulla mobilità dell'atmosfera:
figlia certo della precedente, ma con una per-
sonalità più forte, cioè più matura. Paesaggi e
fiori vibrano, si tendono, si dilatano: danno la
sensazione dell'attimo fugace colto con voluttà.
I paesaggi sembrano fatti di aria. Le quinte in
primo piano degli alberi si agitano nei bagliori e
riflessi: la vegetazione diventa apparizione
baluginante di tinte dai verdi agli azzurrini. Ma
tutto ciò serve a dar spazio ad una luce diffusa
che si insinua con scatti frenetici, fino a dis-
solversi sui fondi che appena si intravvedono,
magari nel controluce di acque fluviali. Tutto il
paesaggio ha qualcosa di visionario, di fan-
tomatico: dove nulla è inerte, bensì si agita con
estrema prensilità. Anche nei fiori, sebbene l'im-
patto sia ravvicinato, rivive questo continuo
moto della forma-luce. Il polso rileva, nei tocchi
rapidissimi, un suo nerbo istintuale. Specie le
variazioni di tono dei bianchi argentati hanno un
che di frenetico, di immediato.
Rispetto al timbro vagamente romantico
della produzione antecedente, il passo avanti è
innegabile. Ormai Luciana Boscaro sa quali
sono i succhi da spremere: quali le stille di vitali-
smo da immettere nel quadro. Stilisticamente il
ricordo, più che alla maniera impressionistica,
va ad una certa gestualità settecentesca, sulla
scia di un Gianantonio Guardi. È la pittura di
tocco tipicamente veneziana, che mira all'e-
saltazione della luce creando un'atmosfera
sempre frizzante, vibratile, piena di estri. In
questo modo la partenza dalla natura viene
esaltata all'interno di un fantasma che pervade il
paesaggio, lo riempie di valori e guizzi luministi-
ci. Le spatolate irruenti della Boscaro riescono a
darci l'idea di qualcosa che fugge e che si dis-
solve in un barbaglio di luce. Come i nostri
desideri.
Paolo Rizzi
Per Luciana Boscaro il quadro è una
seconda natura, il luogo di una metamorfosi in
atto, ricco di fermenti organici che coinvolgono
il piacere dell'occhio e la profondità dell'e-
mozione. Colori depositati nella memoria
ritrovano sulla tela una vita sinfonica, un loro
trasparente spessore.
Vanda Di Mattia
Luciana è un'artista che dipinge una
realtà cui ci si può accostare perche chi osser-
va le sue opere è portato a sentire echi di voci
strappate alla sordità del tempo e a recepire
l'alone magico di distanze remote.
Giulio Lion
II suo mondo pittorico si configura
essenziamente nell'impianto coloristico che
contribuisce a creare le più diversificate sug-
gestioni della natura nel suo splendore e nel suo
mistero.
Dall'insieme delle sue opere si rileva
l'innegabile immediatezza dell'approccio
autore-soggetto che si risolve nella freschezza
delle immagini che talvolta, per la evanescenza
delle tinte, richiama alla tecnica dell'impressionis-
mo e tal'altra, per la vivacità del colore e la inci-
sività del segno evidenziano il valore strutturale
della realtà indagata dalla sensibilità dell'artista.
Silvana Bolzan
Dott. Fiorenzo
Rizzetto
Nelle sue più
recenti opere pittoriche dedicate a Venezia ed al Veneto, LUCIANA
BOSCARO ha saputo trovare e riportare in superficie, in questa
fantasmagorica città dalle mille e mille luci riflesse, ed in questo
terso rilassante e solare, un mondo di immagini, di ricordi e di
suggestioni. Sì perché la LUCE è sempre sorella dei ricordi e te li
porta a galla come un sughero nell’onda.
Venezia, in
qualsiasi modo la vediamo o la ricordiamo (città degli artisti, Musa
ispiratrice, Fata incantata, Amante… Donna …Regina ….) è sempre la
proiezione dei nostri sogni ed in queste interpretazioni pittoriche
e poetiche di LUCIANA BOSCARO, diventa qualcosa di più di un gioco
sottile tra la mente della donna e l’anima dell’artista, diventa
MADRE o MATRIGNA, mentre il tempo, ineluttabile, irrefrenabile, quel
tempo che sovrasta ogni cosa ed apparenza, non può essere fermato,
neanche dall’artista, perché esso stesso diventa la fuga dagli
specchi del nostro IO e dai radiosi miraggi di un’irraggiungibile
bellezza eterna.
In queste
emozionanti visioni veneziane, ora verde-azzurro cangiante, ora
rosso “veneziano”, cielo e mare diventano un tutt’uno con le nostre
sensazioni e passioni terrene, come quel volo liberatorio di
gabbiani solitari, che non sono soltanto un mito simbolico e
trasfigurante, ma qualcosa di liberatorio in cui è ancora bello e
suggestivo potersi identificare.
Dott. FIORENZO
RIZZETTO (gennaio 2011)
Nelle opere di
LUCIANA BOSCARO,Venezia sembra emergere dalle onde e dall’acqua del
mare come un fiore da gemma a Primavera … ed è subito “MAGIA DI
COLORI, MAGIA DI SENSAZIONI, MAGIA DI TRASFIGURAZIONI, una magia che
ti apre al sogno” (F. Rizzetto)
IL MONDO PITTORICO FIGURATIVO DI LUCIANA BOSCARO TRA
EMOZIONI DEL COLORE E LUCI DELL’ANIMA
E lei, Luciana
, come presa dall’ansia creativa, e dall’”Estasi spirituale e
metafisica della forza del colore” no la smette mai di dipingere e
ridipingere con gli occhi dell’anima e del cuore. ..
Non si può non
cogliere ed intuire in una pittrice come Luciana Boscaro
l’entusiasmo, la volontà, e d il suo grande sogno-desiderio di poter
trasferire e far rivivere nelle sue opere e nelle sue tele il mondo
esteriore delle sue emozioni ed il mondo interiore, forse più velato
e nascosto, delle sue passioni.
Ciò che
caratterizza di più le opere di questa pittrice veneta è certamente
quel suo spontaneo e quasi intimo bisogno di immergersi nella natura
agreste e architettonica del paesaggio veneto o nelle vedute di
tanti posti di mare o riviere fluviali del Brenta per cogliervi
ancora emozioni visive e spirituali da sempre ancorate al mondo dei
ricordi del cuore e dei sentimenti.
I quadri di
Luciana Boscaro sono come tante finestre aperte su questo suo mondo
fatto di:
case e tetti
del paese natio, case bianche tra gli alberi (betulle e salici) e le
rive del Brenta, chiesette sperdute, ville e vecchi mulini o scorci
di Scorzè, Noale, Tezze sul Brenta; o ampie distese o vedute
innevate che si perdono o raggrumano in lontananza come un mondo
poetico e nostalgico d’altri tempi, oppure un mondo di barche
ancorate al porto o pronte a veleggiare nel mare.
In questo
sdoppiamento della personalità: quello di essere o rimanere
attaccati profondamente alle radici della propria terra, o quella di
partire per viaggi immaginari lontani e liberatori, sta anche tutta
la pittura e la tematica di fondo delle opere di Lucana. Si aggiunga
poi una forza cromatica e coloristica forte, calda e variegata,
quasi fantasmagorica, ecco che ci troviamo di fronte ad un’ artista
che riesce, opera dopo opera, a coinvolgerci ed entusiasmarci sempre
di più.
Si vedono ad
esempio le sue caratteristiche interpretazioni dedicate a tante
chiese, palazzi e vedute veneziane e della stessa Venezia come
“Palazzo Ducale”, “San Giorgio”, “Il Canal Grande”, oppure “Le vele
colorate”, “La grande vela”, “Vele al vento”, o ancora “Gabbiani al
volo” “Venezia rossa”, “Gondole e Burci”, “Venezia in città e
Venezia in campagna”, “Fra la gente del mercato”, “Mare rosso”,
“Luci ed ombre”, “Tra luci e riflessi”… ma più di tutto i suoi
paesaggi che sanno di neve e di Natale, bene interpretati anche con
la tecnica della spatola e dello sgocciolamento, ecco che capiamo,
sempre di più, che la ricerca pittorico espressiva di Lucana è prima
di tutto una ricerca continua fuori e dentro di se, una pittura che
vive sia di intense luminosità, di nostalgici silenzi, abbandoni,
una pittura dove ogni piccolo tocco di colore, porta fremiti di vita
e di poesia in ogni parte do finito che sconfina con l’infinito. Si
Lucana riesce sempre ad avere un dialogo continuo e sereno con le
sue opere, vedasi ad esempio: quelle dedicate ai fiori (papaveri,
rose, gigli, orchidee), quelle dedicate agli amici ed alle amiche
(“Le amiche di gioventù”), all’amore universale ed alla pace
(“Fratellanza tra i popoli”), alle nature morte o alle madonne…
E se a volte
sembra anche nascondere inquietudini emotive che riflettono momenti
di solitudine interiore e segreti, c’è pur sempre nel suo mondo
pittorico un certo entusiasmo di fare, di creare e di migliorare per
realizzare, opera dopo opera, quell’aspirazione artistica, tutta
sua, che è diventata uno dei grandi fondamenti della sua vita, pur
nei momenti di grande sofferenza esistenziale di donna e madre
prima, e di artista poi che sempre più protesa con la sua anima
anche verso la ricerca della fede e di Dio.
Dottor Fiorenzo
Rizzetto Angelo
Gennaio 2011
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